domenica, Ottobre 25

Per Consiglio di lettura “Zuleika apre gli occhi” di Guzel’ Jachina

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Ci sono romanzi che ci accompagnano in luoghi lontani, restituendoci atmosfere, paesaggi e vicende che appartengono a un’altra epoca, e romanzi che, attraverso il racconto di una vita, riescono a parlarci della condizione umana nella sua essenza più profonda. Zuleika apre gli occhi, della scrittrice russa Guzel’ Jachina, appartiene a questa seconda categoria: un’opera intensa e struggente, capace di raccontare la brutalità della Storia senza rinunciare alla delicatezza dello sguardo, alla forza della speranza e alla possibilità di una rinascita interiore.

La vicenda si svolge nella Russia degli anni Trenta, durante le drammatiche deportazioni forzate volute dal regime staliniano. La protagonista, Zuleika, è una giovane donna tartara che vive in un piccolo villaggio, in una società rurale dominata da tradizioni rigide, privazioni e rapporti di potere che ne limitano profondamente la libertà. La sua esistenza, scandita da gesti quotidiani e da un’obbedienza silenziosa, sembra non lasciarle spazio per immaginare un futuro diverso. Ma la Storia irrompe violentemente nella sua vita, strappandola alla casa, alle abitudini e a tutto ciò che fino a quel momento aveva definito il suo mondo.

Ha così inizio un viaggio doloroso, che conduce Zuleika verso una terra remota e inospitale della Siberia, dove la sopravvivenza diventa una conquista quotidiana. Fame, freddo, fatica e perdita segnano il cammino della protagonista e di coloro che condividono con lei la deportazione. In questo scenario estremo, nel quale ogni certezza sembra dissolversi, il romanzo mette in luce non soltanto la violenza dei meccanismi della Storia, ma anche la complessità degli esseri umani, le loro contraddizioni, le fragilità e la sorprendente capacità di adattarsi a condizioni impensabili.

Il cuore del libro, tuttavia, non è soltanto il racconto di una tragedia collettiva. È soprattutto la trasformazione lenta e profonda di una donna che, attraversando la sofferenza, comincia a riconoscere in sé stessa possibilità fino ad allora inesplorate. Zuleika non si risveglia all’improvviso, né si libera del passato attraverso un gesto risolutivo: il suo cambiamento avviene gradualmente, attraverso le prove della vita, gli incontri, le perdite e le responsabilità che è chiamata ad assumersi. Impara a guardare, a scegliere, a sentire e, soprattutto, a riconoscere il proprio valore. Il titolo assume così un significato che va oltre la semplice presa di coscienza: aprire gli occhi significa imparare a esistere in modo nuovo, scoprire una libertà interiore proprio quando quella esteriore sembra negata. La scrittura di Guzel’ Jachina accompagna questo percorso con grande sensibilità narrativa.

La durezza degli eventi si intreccia con immagini di intensa suggestione, mentre la vastità della natura siberiana diventa parte integrante del racconto: uno spazio ostile e immenso, capace di schiacciare l’individuo, ma anche di offrirgli un luogo in cui ricominciare. La natura non è un semplice sfondo, bensì una presenza viva, che riflette la lotta per la sopravvivenza e il lento mutamento interiore della protagonista. Accanto a lei, una galleria di personaggi complessi contribuisce a delineare un’umanità ferita, nella quale convivono egoismo e generosità, crudeltà e compassione, disperazione e desiderio di futuro. Uno degli aspetti più significativi del romanzo è la capacità di affrontare una pagina dolorosa della storia sovietica attraverso una prospettiva profondamente umana. La grande Storia, con le sue decisioni politiche e le sue violenze, si manifesta nelle vite concrete delle persone, nei legami spezzati, nelle identità cancellate e nelle esistenze costrette a ricominciare altrove.

Eppure, anche quando tutto sembra ridursi alla lotta per sopravvivere, rimane uno spazio in cui l’essere umano può trasformarsi, costruire relazioni e trovare un senso alla propria esistenza. Leggere Zuleika apre gli occhi significa, dunque, confrontarsi con il dolore e l’ingiustizia, ma anche interrogarsi sulla resilienza, sulla libertà e sulla capacità di ricominciare. È un romanzo che invita a riflettere su quanto spesso la vita possa imporci cambiamenti che non abbiamo scelto e su come, persino nelle circostanze più avverse, possa nascere una consapevolezza nuova di noi stessi e del mondo. La forza di Zuleika non risiede nell’assenza di paura o nella capacità di sottrarsi alla sofferenza, ma nel suo lento imparare a vivere, nonostante tutto. Consiglio questo libro a chi ama i romanzi storici di ampio respiro, le storie di emancipazione femminile e le narrazioni capaci di intrecciare la memoria collettiva con l’intimità dei destini individuali. È una lettura intensa, a tratti dolorosa, che richiede disponibilità ad attraversare pagine difficili, ma che restituisce molto a chi sa lasciarsi coinvolgere. Perché, in fondo, Zuleika apre gli occhi racconta proprio questo: che talvolta la vita comincia davvero quando il mondo che conoscevamo crolla, quando siamo costretti a rivedere ogni certezza e a scoprire, dentro di noi, una forza nuova. E che aprire gli occhi non significa soltanto vedere ciò che ci circonda, ma imparare a riconoscere ciò che siamo diventati, ciò che possiamo ancora essere e la possibilità, fragile e tenace, di rinascere.

Consiglio di lettura

Zuleika apre gli occhi

Autore: Guzel’ Jachina

Pagine: 486

Casa editrice: Salani

Allegra Linnea Amicarelli

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