
Prima l’Autorità Nazionale Anticorruzione (Anac) e il Ministero dell’Interno. Ora il difensore civico regionale. Approda sulla scrivania dell’avvocato Umberto Di Primio il caso dell’incarico dirigenziale conferito a Vincenzo Toma, dopo il collocamento in pensione. Ad investire della vicenda il difensore civico regionale è il Coordinamento territoriale della Uil FP che ha promosso l’iniziativa in seguito al mancato riscontro del segretario generale Pasquale De Falco, a cui erano stati richiesti chiarimenti sulle attività istruttorie eventualmente svolte e sulle determinazioni assunte, sollecitando un riscontro formale e documentato.
«Il Segretario comunale De Falco, nella sua qualità di Responsabile anticorruzione, è chiamato a chiarire quali verifiche abbia effettivamente svolto e quali garanzie di imparzialità siano state assicurate rispetto a procedimenti amministrativi ai quali egli stesso ha partecipato”, affermano Alessandro Mobilia e Davide Farina del Coordinamento Uil FP, “ non accettiamo che questioni puntualmente documentate, riguardanti l’esercizio di responsabilità dirigenziali e le garanzie di imparzialità amministrativa, siano liquidate con il silenzio. Continueremo ad utilizzare ogni strumento istituzionale di tutela e vigilanza, con la determinazione che questa vicenda richiede”.
Da qui la decisione di chiamare in causa il difensore civico regionale.
Il sindacato – che guida la protesta del personale sulle progressioni economiche (Peo) 2025 – sostiene di non aver avuto alcun riscontro alla segnalazione sui potenziali conflitti di interessi nell’incarico a Toma, nonostante siano decorsi oltre trenta giorni.
“Nessuna comunicazione sull’eventuale avvio delle verifiche richieste, nessuna informazione sulle attività istruttorie intraprese e nessun chiarimento sulle garanzie adottate per assicurare l’imparzialità dell’accertamento”, proseguono Mobilia e Farina, “una circostanza che consideriamo particolarmente significativa, tenuto conto della delicatezza delle questioni sottoposte all’attenzione del Responsabile anticorruzione”.
Al centro della segnalazione c’è una circostanza documentale sulla quale il sindacato continua a chiedere chiarimenti. Il passaggio centrale è questo.
“Nel 2024 veniva espressamente richiamata una situazione di conflitto, mentre nel 2025 il dirigente direttamente interessato sottoscriveva il parere contabile sulla proroga del proprio incarico”, annotano i sindacalisti, “quali valutazioni hanno giustificato questa diversa gestione? Chi le ha effettuate? Quali misure sono state adottate? Stiamo chiedendo risposte a interrogativi che emergono dalla stessa documentazione amministrativa del Comune. E riteniamo che domande di questa rilevanza non possano rimanere prive di chiarimenti».
Anna Bontempo (Il Centro)


















