sabato, Giugno 20

Renexia, non deve essere un derby Vasto-Ortona

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Renexia, l’argomento continua a tenere acceso il dibattito. Il Senatore Etelwardo Sigismondi non ci sta e se la prende con il Sindaco Francesco Menna. Con il passare delle ore sono sempre di più coloro che ritengono che in realtà la fabbrica di turbine non sorgerà a Ortona. Mancherebbero gli spazi e i costi per realizzarli sul mare sarebbero elevatissimi.

Stamane il quotidiano dell’Abruzzo Il Centro, a firma di Paola Calvano, ha pubblicato sull’argomento le dichiarazioni del Senatore di Vasto che riportiamo integralmente.

Smetta di fare la vittima. A settembre, quando si valutava la localizzazione a Vasto per l’insediamento di Renexia, autorevoli esponenti del centrosinistra chiedevano a gran voce le dimissioni del sindaco di Ortona, Angelo Di Nardo. Oggi che l’investimento è stato ufficialmente indirizzato su Ortona, il sindaco di Vasto, Francesco Menna, si è affrettato a registrare uno dei suoi soliti video per attaccare e scaricare le responsabilità sulla Regione e sul presidente Marco Marsilio. Una mossa utile solo a evitare di essere ripagato con la stessa moneta prima ancora che qualcuno chiedesse le sue dimissioni. In realtà, in questi mesi nessuno ha visto il sindaco Menna particolarmente impegnato nel favorire la localizzazione di Renexia a Vasto, né come primo cittadino né come presidente della Provincia di Chieti. Del resto, la pigrizia dell’amministrazione vastese è ormai nota a tutti. Può stare tranquillo, però, il sindaco Menna. A differenza di quanto fatto dai suoi compagni di coalizione, per questa vicenda nessuno chiederà le sue dimissioni. La smetta, tuttavia, di fare la vittima. Gli investimenti sul porto di Vasto e l’impegno per la realizzazione del nuovo ospedale sono solo alcuni esempi concreti. Oggi, come nove mesi fa, ritengo profondamente sbagliato trasformare la vicenda Renexia in un derby tra Vasto e Ortona. Non saranno 45 chilometri più a nord o più a sud a fare la differenza. La vera differenza, per il nostro territorio, ci sarebbe stata se la fabbrica per la produzione di turbine eoliche fosse stata realizzata lontano dall’Abruzzo. Le ricadute occupazionali e il reperimento di manodopera specializzata per il nuovo stabilimento, infatti, non interesseranno soltanto una parte della provincia di Chieti, ma l’intero territorio regionale. La nuova fabbrica potrebbe favorire la riconversione di aziende che oggi operano nel settore automotive, un comparto attualmente in forte difficoltà”. 

 

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