
L’opposizione consiliare annuncia battaglia, il circolo del Pd chiede che “ogni intervento sul patrimonio arboreo sia condotto con trasparenza e sulla base di valutazioni tecniche”, mentre un gruppo di cittadini annuncia un flash mob. Monta la protesta a Cupello per il taglio di circa dieci pini all’interno della villa comunale, un’area verde che ora, dopo gli abbattimenti, appare brulla e spoglia proprio nel periodo in cui si va alla disperata ricerca di ombra e di refrigerio.
L’amministrazione parla di un “intervento di riqualificazione”, ma l’abbattimento di quegli alberi, senza la perizia di un agronomo, in piena estate e nel periodo di riproduzione dell’avifauna, sta facendo discutere animatamente.
Per il circolo del Pd è necessario “predisporre un piano di ripiantumazione con nuovi alberi scelti in base alle caratteristiche del territorio e alla loro capacità di garantire ombreggiamento, qualità dell’aria e benessere ambientale”.
Il partito democratico auspica che sul tema si apra “un confronto serio e partecipato”, coinvolgendo associazioni e cittadini nelle scelte che riguardano il patrimonio verde del paese e mantenendo il dibattito lontano dalle polemiche.
Dario Leone, capogruppo di Officina Cupello annuncia che “porteremo il tema in consiglio comunale e qualora non ci fossero le risposte che attendiamo, ci rivolgeremo alle autorità competenti”. Stando a quanto accertato non risulterebbero perizie attestanti la pericolosità degli alberi.
“Come al solito si è scelta la soluzione più semplice: ruspe e motoseghe, come se la memoria di quel luogo non avesse alcun valore”, afferma Leone, “un albero impiega decenni per crescere, sono bastate poche ore per abbatterlo. Chiamare riqualificazione tutto questo fa davvero male”.
Alle proteste delle opposizioni consiliari si unisce quella di un gruppo di cittadini che ha deciso di mettere in piedi un Comitato con l’ intenzione di organizzare una serie di iniziative tra cui un flash mob.
“Non è la prima volta che l’amministrazione comunale decide di abbattere alberi secolari”, dicono i cittadini, ”ma questa volta non staremo a guardare”.
Anna Bontempo (Il Centro)















