
La storia di una donna che ha trascinato il marito in giudizio, denunciando l’inferno che era costretta a vivere è riportata stamane, a firma di Paola Calvano, è riportata stamane dal quotidiano dell’Abruzzo Il Centro.
L’imputato, L.M., 58 anni, residente a San Salvo, stando al capo d’imputazione, avrebbe sottoposto la moglie a continue sofferenze fisiche e psichiche e a un regime di vita degradante con quotidiani atti di vessazione: schiaffi, calci, pugni spintoni e tirate di capelli . Il processo iniziato ieri mattina è stato rinviato al 17 novembre per ascoltare i carabinieri di San Salvo che si sono occupati della vicenda. Sono stati i militari ad offrire un primo supporto alla donna rassicurandola e convincendola a sporgere denuncia e sempre loro hanno indagato sul violento menage. Le loro dichiarazioni saranno fondamentali. La donna ieri mattina ha confermato le accuse ma non si è costituita parte civile. Ci sono episodi che risalgono al 2004 e altri più recenti. Ogni litigio, scaturito anche per futili motivi, si sarebbe trasformato in violenza . Una volta il marito avrebbe minacciato la donna con un coltello. Non riuscendo a ferirla l’avrebbe colpita con un pugno in pieno viso causandole la rottura del setto nasale. Per evitarle di frequentare un corso di formazione a Vasto l’avrebbe inseguita in auto. Fra i reati contestati all’imputato c’è anche la violenza sessuale. La poveretta sarebbe stata costretta a subire rapporti sessuali . Le accuse insomma sono numerose e i passaggi inquietanti.
A difendere l’imputato è l’avvocato Francesco Bitritto. Il compito del legale non è certo facile. Ieri mattina l’avvocato è riuscito però ad ottenere che al suo cliente venisse tolto il braccialetto elettronico e nel corso dell’udienza del 17 novembre il difensore si prepara ad offrire ai giudici elementi che potrebbero alleggerire la posizione del proprio assistito.
Ulteriori dettagli sulla vicenda li trovate stamane sul quotidiano Il Centro diretto da Luca Telese.

















