
La Procura di Vasto è decisa a fare chiarezza dopo l’esplosione costata la vita giovedì mattina a Carlo Piscopo, 58 anni, capo reparto della ex Esplodenti Sabino e poi di Arca Defense, l’azienda che ha rilevato la polveriera.
Mercoledì a Chieti sarà eseguita l’autopsia sul corpo della vittima mentre resta sotto sequestro la vasca esplosa e che sarà analizzata dagli esperti.
Su disposizione del sostituto procuratore Silvia Di Nunzio, i carabinieri hanno ascoltato diversi testimoni. Ma oggi a Casalbordino è il giorno della rabbia.
Per i sindacati, “le parole di cordoglio non bastano più” e servono “atti concreti e conseguenti”. L’Usb ha invitato quindi i lavoratori a mobilitarsi contro un modello produttivo che, secondo l’organizzazione, considera i lavoratori sacrificabili in nome del profitto e delle logiche di guerra. e ha proclamato uno sciopero per questa mattina , rivolto a tutti i lavoratori del settore privato della provincia di Chieti. Previsto inoltre un sit-in di protesta davanti alla sede dell’ex Esplodenti Sabino a partire dalle 10.”
Dura anche la posizione dei Cobas di San Salvo.
“Ormai “, scrive il sindacato “gli incidenti sul lavoro (mortali, invalidanti) in Italia hanno assunto un carattere di quasi quotidianità.
Sempre più spesso assistiamo a “riconversioni produttive” . In questo caso da produzioni civili, pur se pericolose come i fuochi d’artificio, si passa a produzione di proiettili. I media nazionali e locali straparlano di “tragedie”, di “casualità”, ma in realtà all’interno del sito c’erano lavoratori che svuotavamo materiali pericolosi, dentro i quali si trovavano inneschi. Ci chiediamo: questi lavoratori avevano protezioni adeguate, e l’informazione necessaria di cosa si stava toccando? E le autorità di sorveglianza dov’erano? Noi pensiamo che sia giunto il momento , visti i numerosi incidenti sul lavoro, che i dipendenti si organizzino per difendersi dagli incidenti . La propria vita non si può delegare”. I Cobas invocano quindi organizzazioni di base a tutela dell’incolumità dei lavoratori.”
Paola Calvano















