
Il prelievo del dna è previsto dalla legge e serve a garantire l’identificabilità della salma ed evitare abusi o problematiche medico legali.
A Vasto sono sempre di più le persone che chiedono di essere cremate dopo la morte. “Per chi abita nella nostra città “, ha dichiarato ieri il consigliere comunale Peppino Forte ” è una costosa odissea. Questo perchè la Asl non autorizza il prelievo del dna del defunto da cremare all’obitorio dell’ospedale San Pio “.
“Il prelievo”, spiega Forte ” è rapido ma a Vasto viene negato perchè mancherebbe un tavolo inox sul quale adagiare il defunto . Una situazione paradossale che fa lievitare i costi delle famiglie e non solo . Spesso mentre i famigliari vegliano nella camera ardente il defunto da cremare viene portato via per il prelievo del dna a Chieti . Chiedo ai vertici della Asl e all’assessore regionale alla Sanità Nicoletta Verì a cui ho già spiegato in Consiglio comunale il problema di trovare una soluzione per evitare a tante famiglie afflitte da un lutto un aggravio di costi e disagi che potrebbero essere evitati”.
Paola Calvano


















